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Tutto comincia in cucina
Tutto comincia in cucina. Stavano cenando come tutte le altre sere, una bistecca e un po’ di insalata, ma quella sera non sembrava come tutte le altre… nell’aria c’era qualcosa di pungente, una sensazione palpabile, una voglia di assaporare, gustare, mangiare, baciare…. Insomma, sapete, voglia di sesso. Lei era una ragazza giovane, 23 anni, bionda, capelli lisci lunghi, occhi di un verde scuro, grandi e profondi, un corpo asciutto, gambe lunghe e sedere sodo. Forse una terza. Lui, 28 anni, un metro e ottantasei, spalle larghe, un passato da sufista. Stavano insieme da tempo, ma quando i loro corpi si sfioravano, scattava sempre quella scintilla, quel brivido… quell’acquolina.
Quella sera, come molte altre del resto, lui era in tuta, una vecchia tuta grigia, oramai lacera in alcune parti, e maglietta; lei aveva ancora i vestiti con cui era andata in ufficio, minigonna e camicetta. Non ricordo bene che mese fosse, ma faceva già caldo… forse aprile, o maggio.
I loro sguardi lasciavano presagire quello che sarebbe accaduto da lì a poco, ma il campanello ruppe l’incantesimo.
“Chi può essere?” disse lei con tono sorpreso.
“Non ho idea, ma che ora è?”
“Sono le nove e mezza, vai a vedere”
Lui si alzò, lei notò che non aveva nulla sotto la tuta.
“Chi è?” disse Matteo, parlando alla porta chiusa.
“Sono Ginevra” rispose una voce squillante.
“Ehi! Ginevra!” si affrettò ad aprire.
Dall’alto dei suoi centottanta centimetri, Ginevra liberò uno dei suoi sorrisi mozzafiato. Capelli scuri, occhi scuri, labbra carnose, fisico da modella, Ginevra era la migliore amica di Barbara.
“Barbara, è Ginerva!” esclamò lui a voce alta, comunicando con la sua metà che era rimasta in cucina. Ginevra era di casa, viveva sola poco lontano e molto spesso, quando non aveva nulla da fare (che si traduce in: non aveva appuntamenti con corteggiatori asfissianti) passava da loro per passare la serata, magari davanti ad un film o giocando a Risiko!... per far contento Matteo il più delle volte.
Quella sera non furono così felici di vederla. Per la verità Matteo era sempre felice di vederla e, diciamola tutta, aveva pensato spesso a lei quando si era trovato da solo… Ma non avrebbe mai neppure pensato che sarebbe potuto succedere quello che stava per succedere.
“Ciao Babby” disse Ginevra rivolgendosi a Barbara “Come stai? Cenavate?”
“Ciao tesoro, no, abbiamo finito. Metto su un caffè, ne vuoi?”
“Certo! Grazie. Oggi è stata una giornata incredibile, sono stanca morta. Tutto il giorno in piedi per fare delle foto di biancheria intima”
“Immagino. Non avevi smesso di fare la modella? Non avevi detto che ti seresti messa sotto a studiare?”
“Lo so, Babby, lo so. Ma sai com’è.. si guadagna bene… “ e scoppiò a ridere insieme alla sua vecchia amica.
Matteo le guardava dalla porta.
“Vi dispiace se mi stendo sul divano e cerco qualcosa da vedere?” disse rivolgendosi a Matteo.
Lui, alzando le spalle: “Certo che no, basta che non mi fate vedere un filmone d’amore da mezza tonnellata!!” e rise. Risero anche loro, più per affetto che per divertimento… a dir la verità.
Ginevra si sdraiò sul divano ed accesa la tv, Matteo a Barbara iniziarono a sparecchiare. Lui stava mettendo i piatti nel lavandino quando lei lo prese da dietro e lo abbracciò, gli diede un bacio sulla schiena e poi lascio scendere lentamente le mani. Il mignolo si infilò sotto l’elastico della tuta per fare da guida al resto della mano. In un attimo le sue mani erano sul suo membro che aveva già iniziato a reagire con piacere. Lei lo prese in mano e mosse dolcemente su e giù, e divenne subito duro come un sasso. Lui si girò e sussurro: “ Sei matta? C’è Ginevra sul divano!” e lei lo guardò divertita…. Gli tirò giù la tuta per lasciare libero un pisello di 20 centimetri, duro come il marmo e pino di salute. Si accasciò sorridendo, e senza mai lasciare il suo sguardo, se lo mise in bocca fino a metà. Lei aveva le mani lungo i fianchi di lui. Tornò in dietro con la testa per poi riaffondare con decisione due, tre volte.
“Ragazzi! Cos’è questo silenzio?” urlò Ginevra dal salone.
Loro scoppiarono a ridere…
“Stavo prendendo il dolce” ripose Brabara.
“Il dolce? Non sarà quello che penso io vero??.. “ e rise anche lei.
“Ci porti il caffè tu?” disse Barbara a Matteo, che era distrutto dall’idea che fosse finito tutto lì.
“Certo… “ poi sussurrando, “mica te ne vai così…?”
“Dai amore, c’è Ginevra dillà, che vuoi fare? Non si può…” e uscì dalla cucina.
Non è difficile da capire che Matteo non potè seguirla subito. E fu proprio questo fatto, forse, che scatenò la situazione.
“Amore, che fai non vieni?” esclamò Barbara ad alta voce chiaramente divertita.
Le due ragazze parlocchiarono e lui non riuscì a capire cosa si fossero dette.
“Beh.. ora vengo, aspetto il caffè” rispose lui un po’ imbarazzato.
“Dai Mat, vieni qui. Fatti vedere” disse Ginevra, e le due scoppiarono a ridere. Lui capì.
“Ha! Ha! Ha!” mimò una risata sforzata, “Divertente! Guarda che vengo sul serio!”
“E chi scherza?” disse Barbara, “Dai fatti vedere da Ginevra, tanto gli ho sempre raccontato tutto!”
Ecco. Queste sono quelle situazioni in cui uno non vorrebbe mai trovarsi. Una persona che conosci bene, che sa tutto di te a letto e tu non ne hai la più pallida idea. Si affacciò.
“Whow!” esclamò Ginevra. La tuta di Matteo sembrava più una canadese montata in verticale, lui fece un sorrisino.
“Dai, mettiti di profilo” disse Barbara.
Matteo la guardò stupito. Eseguì.
“Bhe, devo dire che non hai mentito Babby.” Lui si sentiva come un toro da monta al mercato.
“Non ce n’era bisogno, tesoro” rispose lei divertita.
“Amore vieni qui, siediti accanto a me” e allungo una mano per incentivarlo.
Lui camminò imbarazzato fino al divano, si sedette e prese un cuscino che prontamente usò per coprirsi. “Contente?” chiese con un tono tra il divertito e il provocatore.
“Non ancora” rispose Barbara. Lui la guardò di scatto. “Che significa?”
Lei infilò una mano sotto al cuscino, e di nuovo sotto la tuta. Lo prese decisamente in mano e iniziò a muoverla sapientemente. Lui restò senza parole.
“Ragazzi, che fate?” Chiese Ginevra un po’ preoccupata. O forse no.
“Vuoi sentirlo?” le chiese Barbara.
Lui, ormai, era stupito… imbambolato.
Ginevra si alzo e si sedette accanto a Matteo dal lato opposto a Barbara; infilò le mani sotto al cuscino anche lei e incontrò quelle dell’amica. Poi accarezzò l’asta durissima di Matteo. Le due mani insieme si muovevano sul membro turgido come una danza, e le ragazze si fissavano negli occhi. Matteo era in estasi. Non sapeva che dire ed era convinto che qualunque cosa avesse detto avrebbe rotto la magia. Azzardò una mossa e tolse il cuscino.
Le ragazze continuarono a fissarsi, ma Ginevra fu tradita dai suoi stessi occhi che non poterono resistere e si abbassarono furtivamente per guardare quello splendore. L’istinto fu quello di chinarsi e prenderlo tutto in bocca. Ma non poteva, in fondo era della sua migliore amica. Lo fece Barbara. Si spostò i capelli sull’orecchio e si chinò, iniziò a passare la lingua sull’asta, fino alla punta. Poi scese, risalì e se lo infilò in bocca famelica. Ginevra la guardava. Era la prima volta in vita sua che vedeva una ragazza fare un pompino dal vivo. Barbara era presa da suo lavoro, la sua testa iniziò ad andare su e giù e le sue mani accarezzavano le palle più in basso. Ginevra continuava a massaggiare anche lei, e guardò Matteo. Si avvicinò a lui si lo baciò. Le loro lingue si scontrarono come due lottatori. Forse anche lei aveva pensato a lui qualche volta. Si chinò vicino a Barbara che la vide e si fermò. Gli porse il membro del suo ragazzo come fosse un regalo. Ginevra affondò. La sua bocca era diversa da quella di Barbara, le labbra più carnose, sembrava addirittura più calda. Matteo era quasi in trance. Ora le due amiche lo leccavano insieme, e prima una e poi l’altra affondavano fino alla gola i venti centimetri di marmo che Matteo metteva a disposizione. Lui si tolse la maglietta. Forse per abitudine, Barbara fece lo stesso e tolse il reggiseno. Ginevra che era anche lei in tuta, si sfilò la felpa e restò con una canottiera di seta trasparente che accarezzava un seno prefetto, capezzoli scuri e turgidi, una terza anche lei. Barbara aveva i capezzoli chiari e Ginevra scuri. Matteo notò che erano bellissimi entrambi. Ginevra si inginocchiò di fronte a Matteo e prese a succhiarlo con voracità, mentre Barbara porse il suo seno al ragazzo che lo iniziò a baciare come fossero di cioccolata. Ginevra era bravissima, la sua bocca calda avvolgeva il suo pene con dolce violenza, le mani massaggiavano le palle, Matteo stava per scoppiare. Iniziò a gemere… involontariamente, Barbara lo conosceva bene. Si chinò anche lei e diede supporto all’amica. Lo prese in mano e iniziò una folle corsa su e giù, mentre Ginevra attendeva a bocca aperta la pioggia che si stava per scatenare. Ed eccola. Uno, due, tre quattro schizzi potenti, i primi dritti nella gola di Ginevra, poi sparsi, Barbara lo prese e lo fece finire di venire nella sua bocca. Ce n’era ancora parecchio. Lo sputò, poi baciò l’amica. Matteo non credeva ai suoi occhi.
Le due ragazze si baciavano come due persone che non lo fanno per la prima volta. Matteo ebbe un dubbio.
“Ma voi…” balbettò…
“Barbara lo guardò, dolcemente” si amore mio, noi siamo amanti da molti anni. Dal liceo.
“Ma, come amanti.. tu.. io… insomma”. Non sapeva cosa dire
“Tesoro, io ti amo da morire, lo sai, ma amo anche lei. E’ un amore diverso. Non siamo lesbiche, a noi piacciono gli uomini, come credo tu sappia bene” sorrise “ ma andiamo al letto da parecchi anni, è una cosa diversa. Abbiamo parlato tante volte di te.. e così ho voluto fare questa prova. Ti dispiace?”
Dispiace?? Dispiace? Quel ragazzo era al settimo cielo! Altro che dispiace.
“No, certo che non i dispiace… anzi” si alzò e si sfilò la tuta. I suoi muscoli erano tesi, il pisello non aveva perso nemmeno un grado di erezione, “mica finisce qui?” esclamò.
Le ragazze scoppiarono a ridere e si alzarono. Si spogliarono nude. Erano bellissime. Ginevra era anche più bella di come aveva sempre immaginato. Barbara si sdraiò e aprì le gambe, Ginevra si inginocchiò e iniziò a leccarle il clitoride. Matteo era di fronte ad un culo mai visto… nudo, perfetto, le grandi labbra sporgevano da sotto come se stessero strette da una morsa, le chiappe tonde sode, chiare, certo, in quella posizione ogni culo migliora, ma se di partenza è già un gran culo c’è da rimanerci! Si chinò e le leccò il buco, poi scese e lei aprì le gambe, le leccò le lebbra, poi si aiutò con le dita e le aprì. La sua lingua correva dentro Ginevra, mentre Ginevra leccava la sua ragazza.. a raccontarlo nessuno ci avrebbe creduto.
Si alzo e si inginocchiò dietro a Ginevra, appoggiò la punta del suo membro sulle grandi labbra e spinse dolcemente… sentì il calore, l’umidità, la pressione.. era dentro di lei. Lei emise un gemito.
Barbara sorrise. Lui iniziò a sbatterla. LE teneva i fianchi e andava avanti e indietro sempre più decisamente, sentiva le natiche sbattere contro i suoi fianchi e il rumore lo eccitava ancora di più.
Ad un tratto Ginevra si sfilò e salì in braccio a Barbara, ora le due vagine erano una sull’altra e Ginevra prese il cazzo e lo infilò dentro la sua amica…. Matteo era dentro Barbara e sbatteva contro il culo di Ginevra, poi usci da Barbara per entrare di nuovo in lei.
Se non fosse venuto prima sarebbe già esploso. Ma era ancora lontano. Barbara si sfilò da sotto e Ginevra rimase in ginocchio di fronte al divano.
“falle il lottatore di sumo” chiese a Matteo. Lui era ancora dentro l’amica. Mise le piante dei piedi a terra e, proprio come un lottatore di sumo, rimase in mezza accosciata dietro a Ginevra che potè apprezzare tutti e venti i centimetri di Matteo.. le sembrò che fosse arrivato allo stomaco. Lui inizio a muoversi velocemente e in quella posizione Ginevra stava perdendo il controllo… lo sentiva come mai lo aveva sentito. Un turbine di sensazioni, di scossette, brividi, lame di piacere pervadevano tutto il suo corpo, stava vendendo e lei non era mai venuta la prima volta che andava con un uomo, ci metteva sempre un po’. Iniziò a capire perché Barbara non avesse mai ceduto alle avances di tanti ammiratori. Il membro era dentro di lei da pochi minuti e sembrava fosse sempre stato lì… sembrava parte di lei. Venne. I suoi umori uscirono dalle fessure copiosi… Matteo la leccò, quasi volesse pulirla.
“ora tocca a me” disse Barbara divertita.
Si mise a quattro zampe sul pavimento accanto all’amica. Anche Barbara aveva un culo degno di nota. Matteo si alzò e si mise dietro alla sua ragazza, ma questa volta non la penetrò davanti ma lentamente dietro. Ginevra sapeva che Barbara aveva ceduto al rapporto anale da qualche mese, lei era ancora titubante, ma quello che stava per vedere le avrebbe fatto cambiare idea. Dopo qualche istante Matteo sbatteva anche Barbara, con forza, più di quella che aveva usato con Ginevra, sapeva che a Babby piaceva così… era quasi violento. La teneva per i capelli schiacciandole la testa sul divano… e lei godeva da morire. Erano perfettamente sincronizzati… lei venne poco prima che lui esplodesse di nuovo. Estrasse il cazzo dal culo di Barbara e lo rivolse verso Ginevra che non lo prese in bocca perché dopo un rapporto anale non è proprio “profumato”, ma lo fece venire sul suo viso… e sulla sua lingua che era completamente fuori per raccogliere ogni goccia.
Stanchi ma felici si sedettero per terra e Ginevra si accese una sigaretta.
“Quando ti deciderai a smettere” le chiese Barbara.
“Quando trovo uno stallone come lui” rispose.


Che dire.. è andata così. Che ci crediate o no.
Ciao a tutti Matteo.

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